mercoledì, 14 maggio 2008,23:59
IPSE DIXIT

"C´è di vero - come ricorda Mircea Toma, caporedattore del settimanale Acadamia Catavencu - che in Romania da un po´ di anni a questa parte si è registrato un sensibile calo della microcriminalità. Perché è vero che ci sono le badanti, gli operai e i muratori romeni che fanno lavori che in Italia quasi nessuno è più disposto a fare, ma è anche vero che in questi anni abbiamo esportato migliaia di piccoli e medi criminali, arrivati da voi con la convinzione che nel vostro paese non esiste la certezza della pena".


Fantastico quando lo ammettono loro stessi e nel frattempo certi italiani ancora gridano che "nooooo, non è veeeeero!".
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mercoledì, 14 maggio 2008,22:43
SAME CHINESE TAKE-AWAY
SELLING SHIT IN A TRAY


Ed è come quando è notte, come quando è piovuto da poco, come quando senti lo stridìo delle gomme in lontananza e di striscio ti colpiscono i riflessi dei lampioni dalle luci arancioni che si infrangono nelle pozzanghere.

Come quando molti anni fa creavamo un mondo nel prato diviso da una rete, tiravamo tardi e costruivamo un mondo sul niente, racule e grilli in un canto disperato perchè sapevano già che ci saremmo persi tutti lungo il nostro percorso. Chi più, chi meno.

C'erano ancora le lucciole ad illuminare il prato, chissà se esistono ancora.

Perchè erano, appunto, molti anni fa. Molte vite fa.

Ad oggi non so chi sono, ma prima ho aperto la finestra e ho sentito quell'odore, quell'odore così famigliare che l'avevo quasi dimenticato, quell'odore di notte e di vento, quell'odore di fresco dopo una giornata troppo calda.

Era quell'odore, ed allora ti ho pensato. Credo ti sarebbe piaciuto condividere quell'istante e quella sensazione con me, perchè tu non te ne sei nemmeno reso conto di quanto hai influenzato la mia vita, e più passa il tempo più me ne rendo conto... che forse era tutto scritto e che alla fine i conti tornano e il cerchio si chiude alla perfezione... tutto combacia, tutto ha un perchè, tutto sembra acquisire una spiegazione, una sua dimensione, un senso.

Ma comunque sapere che quel che avanza dei tuoi occhi oggi è immerso nella terra gelida provoca dolore. Ed io non posso fare altro che proteggere il tuo ricordo con gelosia, con tutta la forza che posso.

Conservando la certezza che prima o poi ci rivedremo, sì, lo so per certo... ed io...
...io so aspettare.
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martedì, 13 maggio 2008,20:26
DUDE, YOU'RE A FUCKIN' GENIOUS
(people who spell genius, genious, are most certainly not geniuses)

Gara di sputi dal balcone: ventinovenne cade e muore


Non avrebbe controllato la rincorsa presa per sputare più lontano ed è caduto di sotto

GINEVRA - Un giovane è precipitato dal balcone di un albergo ed è morto mentre partecipava ad una gara di sputi con un amico. L'episodio risale a venerdì notte, riferisce la stampa svizzera. Il giovane di 29 anni, residente nel canton Zurigo, è caduto dal balcone di una stanza del primo piano di un albergo di Lamone-Cadempino (canton Ticino), mentre stava facendo una gara di sputi con uno dei due amici con cui si accompagnava. Non avrebbe controllato la rincorsa presa per sputare più lontano ed è caduto di sotto. Il giovane è deceduto all'ospedale.
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giovedì, 10 aprile 2008,21:50
VICTOR WOOTEN - MORE LOVE


Vi ho mai detto che amo il tapping? Ok: amo il tapping.
Che sia eseguito sul quattro o sulla sei corde, lo adoro.
Per quale ragione? Non saprei dire esattamente... forse perchè è una percezione, conferisce un senso di libertà, di espressività, di profondità, di ritmica a livello assoluto.
Se poi accompagnato da slappata magistrale, non ci sono storie.
Se poi le mani che eseguono sono quelle di Wooten... mancano anche le parole.
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giovedì, 03 aprile 2008,19:09
VOTE OR DIE? WELL, I'D RATHER RIDE

Ho deciso che non andrò a votare.
Ma non perchè fa molto intellettualoide/chic/snob non avvalersi di quello che si ostinano a chiamare "diritto".
Non lo farò perchè provo un sincero ribrezzo e disprezzo verso tutto quanto e tutti quanti.
E per il resto, mi auguro soltanto che saranno due belle giornate di sole, così inforcherò la bicicletta e pedalerò dall'apertura dei seggi fino alla loro chiusura.

Provo smarrimento a sentirmi assalita da questi soggetti che spuntano dai giornali, dai tg, dalla carta igienica per dirmi che "faranno" quando l'unica certezza è che faranno del bene solo a sé stessi...
Provo smarrimento a vedere queste persone che si sputano e si vomitano addosso a vicenda, per mero ego e banale (nonchè ipersviluppato ed ipertrofico) orgoglio.
Provo smarrimento perchè molto spesso mi rendo conto che la baracca sta per crollare e la mia sincera speranza è quella di trovarmi già molto lontana da qui nel momento dell'impatto.
Provo smarrimento perchè non ho e non ho mai avuto alcun orgoglio nazionale, perchè non ne vedo il motivo, perchè se mi guardo attorno vedo troppa inciviltà, troppi furbi, troppi paradossi, troppa "italietta". Io in questo non mi sento bene. Non fatemene una colpa, è solo il mio punto di vista e la mia opinione.

E quindi:
Ho deciso che non andrò a votare.
Che fino alla fine di aprile non aprirò giornale.
Spero soltanto che saranno giorni di sole, così potrò pedalare.
Voi... voi fate un po' quello che vi pare.
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giovedì, 03 aprile 2008,18:47
MA CHE FINE HA FATTO INDIJAH?

Io... vivo.
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mercoledì, 06 febbraio 2008,21:25
THE ROAD SHINES
AND THE RAIN WASHES AWAY


Il mio cervello in questo periodo è un'auto senza freni lanciata a 180 km/h su una strada in discesa, piena di curve, ai cui lati vi sono grossi platani e strapiombi.
Ingurgito informazioni e situazioni, tutto troppo in fretta... e non riesco a fermarlo, vorrei starmene tranquilla ma c'è sempre qualcosa che brucia, qualcosa che vorrei fare andare in modo diverso o capire.
Cerco risposte e trovo domande.
Voglio giungere al bandolo della matassa, ma cercando di sciogliere i nodi mi ritrovo a mia volta legata.
Il mio cervello corre in fretta a miliardi di pensieri al secondo ed ogni tanto vorrei avere l'interruttore per spegnerlo.
Magari un colpo in testa.
Magari il silenzio.
Per sentire i miei piedi infrangersi nelle pozzanghere e nel nero dell'asfalto.


'Coz me and you are same...
I known you all my life,
I don't know your name.
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martedì, 29 gennaio 2008,11:32
PAN DUŻE PE, IGS, DJ SPOX, MEZO - NASZE ŻYCIE

Di alcuni anni fa... ma la voce del Signor Grande P è da paura (ed è anche un freestyler da panico).
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giovedì, 24 gennaio 2008,17:00
ASILO EMICICLICO
(no words required)
(mancava solo Zucchero ad urlare "Lavandino" e "Bagascione")

16:00 Barbato si scaglia contro Cusumano: pezzo di merda
Al grido di "pezzo di merda" il senatore Tommaso Barbato, capogruppo dell'Udeur a palazzo Madama, è corso in aula mentre dal video fuori dall'aula stava ascoltando la dichiarazione di voto di Nuccio Cusumano

16:03 Malore di Cusumano in Aula dopo le urla di Barbato
Al termine del suo discorso nell'aula del Senato il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano si è sentito male. Il malore è arrivato dopo che il capogruppo del Campanile Barbato è entrato in Aula e andandogli incontro gli ha urlato in faccia "Pagliaccio, venduto". In aula intanto era scoppiato l'inferno con insulti - "cesso", "troia" e "frocio" - indirizzati a Cusumano. Il senatore è stato soccorso da colleghi e commessi, mentre il presidente Marini ha sospeso la seduta per cinque minuti.

16:11 "Barbato ha sputato a Cusumano"
Non si è limitato all'improperio in Transatlantico, ma una volta entrato in aula Tommaso Barbato si è diretto verso il banco del collega di partito dell'Udeur, Nuccio Cusumano, e gli ha "sputato in faccia, cercando anche di colpirlo", facendogli con le mani il segno della pistola. Cusumano, sentitosi aggredito, "è svenuto" e quindi il presidente Marini ha sospeso la seduta dell'aula per alcuni minuti.
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venerdì, 18 gennaio 2008,00:15
INCAZZATO... COME... UN'APE!
(sulla maestosa cialtronaggine italica)

Mazinga Ratzingah è incazzato.
Il niggu non potrà andare a sbrodolare ovvietà alla Sapienza; adirato, ha mandato i suoi scagnozzi a sparare sui cattivi komunisti e -lol- i politicanti italiani si sono genuflessi... anzi, hanno optato direttamente per la pecorella as usual.

Ma di tutto questo "fattaccio" ("chissà che diranno di noi all'estero" n.d.r. l'hanno relegato in due millimetri per cinque; "in America può parlare perfino Ahmadinejad", ma il cattiverrimo Mahmud è presidente di uno Stato ma non di una setta religiosa e, per quanto antipatico, non mette bocca su ogni affare interno amerreggano), restano due domande... e due risposte:

1) ma chi l'aveva invitato? Perchè spererei che, prima di invitare qualcuno, ci sia almeno una riunione, si ascoltino almeno i rappresentanti delle varie parti... e invece qui sembra sia stata una cosa decisa così, ad minchiam, e non si sa da chi;

2) cosa avrebbe detto? Perchè invitare in un'Università, luogo deputato alla ricerca, uno che molto elegantemente dice che è inutile, che gli scienziati sono degli idioti e che a contare sono solo un'entità astratta ed un libro di 2000 anni fa da prendere alla lettera... beh, io in casa mia uno così non ce lo farei entrare per farmi sputare addosso.
Ed avrebbe detto questo, eh.
Avrebbe cercato di imporre, come sempre, la sua opinione e la sua morale su cose che non gli competono... un classico conflitto di attribuzione tout court e a 360°.

Se il mondo ci ride dietro e ci tratta peggio del terzo mondo, non chiedetevi il perchè.
Lo sapete già.
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mercoledì, 16 gennaio 2008,15:54
ILIRIJA

Non si stava poi così male, al quartiere Ilirija.
Era una piccola città nella città, o meglio fuori da essa.
Una città forse cresciuta troppo, e forse cresciuta troppo in fretta.
A dividere il tutto, una specie di autostrada.
Fendeva il quartiere dalla città come un coltello.
Ma nei miei ricordi, mi appare quasi sempre vuota.
Pochissimi fari di pochissime auto.

All'Ilirija c'era tutto.
C'era il cinema.
C'era il piccolo negozio di alimentari, aperto tutta la notte.
C'era una pizzeria, con la peggior pizza del globo.
Sembrava mozzarella sciolta su un cartone.
C'erano case e stanze.
Un piccolo hotel.
C'era la notte e le strade quasi vuote, in un silenzio irreale da coprifuoco.
Lampioni dalla luce arancione e strade nere.
L'Ilirija, il nulla o il tanto senza troppe pretese.

Hai mai sentito il rumore del silenzio?
Hai mai sentito il rumore del nulla?
E' un frastuono, una sorta di sibilo o di interferenza che spacca i timpani.
Quando lo sento, mi riaffiora tra i pensieri il quartiere.
Distante...
Dovrei tornarci...
O forse no, forse è meglio così, che resti lì così.
Com'è.
Tra i miei pensieri.
Magari ora non troverei lo stesso.
Non lo ritroverei uguale.
Non percepirei le stesse sensazioni.
Non rivedrei le stesse situazioni.
Ci rimarrei male.

Salivo sul cavalcavia e guardavo i pochi fari, e più oltre la città.
Oltre i miei occhi.
Oltre la mia testa.
Oltre la mia mente.
Oltre ed oltre ancora...
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